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Tradizioni e usi legati alla Pasqua di un tempo dal racconto di Giorgio e Giuliana Chiesi

Un tempo, anni ’40/’50 i bambini aspettavano la Pasqua , non per ricevere l’uovo di cioccolato , ma l’uovo sodo, guadagnato svolgendo delle incombenze.

Le case erano più povere e umili e si riscaldavano con i focolari e i cibi venivano cotti nel camino con il paiolo; la catena a cui era appeso,  non veniva mai pulita fino al periodo pasquale.

Fonte gionigi@gnammo.com

Antica cucina eugubina – (fonte gionigi – gnammo.com)

La pulizia delle catene del focolare era un compito svolto dai bambini, se ne accaparravano una o più presso le famiglie dei vicini e poi, correndo, le trascinavano per la strada più volte; in questo modo si staccava la fuliggine dell’inverno.

Quando le riportavano ai proprietari ricevevano il compenso, tante uova sode quante erano le catene pulite.

Antico focolare, Photo credit is-arrioresus.blogspot.com

Antico focolare, Photo credit is-arrioresus.blogspot.com

L’uovo sodo cotto era anche il regalo del parroco ai chierichetti, che durante le funzioni pasquali servivano le varie messe e liturgie.

Anche i due bambini che accompagnavano il prete durante la benedizione delle case, uno portava il cesto con le uova sode che i parrocchiani donavano al prete e l’altro l’aspersorio e il secchiello per l’acqua benedetta, ricevevano lo stesso dono. La benedizione della casa era anche benedizione delle uova sode, appoggiate su un piatto o su un cestino.

by Petra - Österreich - https://pixabay.com/it/users/Pezibear-526143/

Il rito delle uova sode aveva il suo culmine celebrativo nel giorno di Pasqua, dove la famiglia riunita si trovava a mangiarle con un’insalata selvatica detta Pancascieu (Valeriana selvatica).