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Roncopianigi

Roncopianigi (Gianpaolo Gebennini)

Roncopianigi (Gianpaolo Gebennini)

E’ questo il borgo più addossato al Cusna di tutti i borghi della valle. Fu collocato quì per due motivi: più vicini agli alpeggi per i pastori, in posizione pianeggiante per sfruttare quel po’ di terra assoluta per chi era dedito all’agricoltura.
E’ il paese in una conca 500 metri a ponente di Febbio sulla via per Monteorsaro. Si può notare quì un buon patrimonio di architettura rurale. Sono da notare 2 case di bella pianta quadrata nei cui muri, chiuse in nicchie, si trovano 2 figure zoomorfe. Erano messe in modo da non poter dare possibilità di entrare agli spiriti maligni. Sono datate 1857.
Una bella Madonna in marmo datata 1793 è stata messa pietra d’angolo.

Roncopianigi (Gianpaolo Gebennini)

Roncopianigi (Gianpaolo Gebennini)

Tutte le stradine del paese sono delimitate ancora da pezzi di muro a secco che contano centinaia di anni e sono anocra intatti. Anche l’Amorotto venne a far visita a Roncopianigi ma desistette poichè aveva trovato gente “dal grugno duro”.
“Roncopianisio” nel 1600 aveva 151 persone in 27 famiglie. A sud-ovest del borgo si denotano, ancora bene, striscie di terra, che coltivavano a segale e patate. Le coltivazioni a terrazzo della vicina Toscana erano anche quì ben sfruttate.

Tratto dal testo “Alla scoperta di una valle, Val d’Asta”
di Giglio Fioroni e Olimpia Fioravanti