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Orchidea

Il termine “orchidea” (dal greco latinizzato in orchis = testicolo) allude alla forma dei rizotuberi di molti generi che ricorda quella degli organi maschili. La leggenda narra, infatti, che Orchis, figlio di una ninfa dalla quale aveva ereditato la bellezza, e di un satiro che gli aveva trasmesso la lussuria sfrenata, invitato ad una festa del dio Bacco tentò di violentare una sacerdotessa, commettendo un grave sacrilegio che pagò con la morte, sbranato dalle fiere del nume. Intervennero però gli dei che, inteneriti dal destino crudele, con un atto di pietà verso lo sfortunato giovane trasformarono i suoi resti mortali in una leggiadra pianta che conservava tuttavia sotto terra il ricordo di ciò che lo aveva portato alla sciagura: il simbolo stesso della lussuria sotto forma di due testicoli.

Le orchidee o orchidacee è una delle famiglie con il più alto numero di specie nel mondo vegetale, circa 25.000-32.000, distribuite in circa 800 generi . Si riproducono mediante seme, hanno il fiore con ovario chiuso e appartengono alla classe delle monocotiledoni (pianta i cui semi hanno una sola foglia embrionale). Possono vegetare dal livello del mare fino al limite superiore della vegetazione alpina, ma perché ciò possa avvenire è necessario che si verifichino delle condizioni particolari quali, ad esempio, la presenza di un fungo del genere “Rhizoctonia”, base nutrice del semino nella prima fase di germinazione.

 

Orchidea

Orchidea

Purtroppo, l’uso sempre più indiscriminato di insetticidi, i continui sconvolgimenti del terreno da parte dell’uomo ed altri fattori, fanno sì che sempre più vengono a mancare, per molti di questi fiori, le possibilità di potersi riprodurre agevolmente sul nostro territorio. Ecco perché spesso si sente parlare di specie rare, in via di estinzione o estinte. Le specie presenti in Italia sono circa 200. Sono piante perenni, cioè che vivono più anni, che alternano un periodo vegetativo, generalmente di breve durata, in cui sono visibili le parti aeree (fusto, foglie, fiori), a uno di riposo, in cui permangono esclusivamente gli organi ipogei (rizomi, rizotuberi e radici).

Le Orchidee spontanee sono protette da normativa sia nazionale che internazionale. Tutte rientrano nell’Allegato I della Convenzione di Washington del 1973, denominata CITES, che regola il commercio delle specie di flora selvatica minacciata di estinzione. Tale normativa è stata successivamente recepita anche dall’Italia, che ha sottoposto le Orchidee spontanee a controllo totale, vietando rigorosamente l’importazione, l’esportazione, il trasporto e la detenzione di piante, semi o parti di piante raccolte in natura. La tutela delle singole specie, a livello nazionale, è demandata alle Regioni. In Emilia Romagna la Legge Regionale 24 gennaio 1977, n. 2, art. 4, stabilisce quali sono le specie protette della regione.

La flora protetta secondo l’Emilia Romagna

Rosa Palumbo

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