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La Sagra Pascoliana del Passo delle Forbici

Il prossimo 5 agosto si svolgerà la tradizionale “Sagra Pascoliana del Passo delle Forbici", che dal 1932, tranne un'interruzione di alcuni anni durante il secondo conflitto mondiale, si rinnova ogni anno nella prima domenica di agosto con convegni e celebrazioni in memoria del poeta Giovanni Pascoli. Da quell'anno, infatti, la sorella Mariù, gli amici del poeta, tra cui il prof. Umberto Monti nativo di Cervarolo, le autorità e le popolazioni dell'Appennino Tosco Emiliano iniziarono una specie di pellegrinaggio verso il Passo delle Forbici, per un incontro religioso e poetico che univa alla celebrazione della Santa Messa una conferenza su Pascoli.

Giovanni Pascoli

Giovanni Pascoli  (San Mauro Pascoli, 31.12.1855 - Bologna, 06.04.1912)

La prima commemorazione ebbe luogo il 7 agosto 1932. Nella seconda del 6 agosto 1933, oltre al prof. Umberto Monti, alla sorella di Pascoli, Mariù, ed altri personaggi in vista dell'epoca, parteciparono il podestà di Villa Minozzo e di Toano, il gruppo Alpini e la sottosezione P.N.F. Di Civago, il Fascio di Villa Minozzo, e allietarono la festa la fanfara dei giovani avanguardisti di Villa Minozzo sotto il comando del centurione rag. Elmo Pedrazzoli e il coro giovanile di Civago.
La Santa Messa fu celebrata dal parroco di Civago don Vincenzo Pifferi.

Monte Prado e Passo delle Forbici

Purtroppo però lo scoppio della guerra interruppe la sagra che riprese nel 1962 con l'occasione della ricorrenza del cinquantenario della morte del poeta e proseguì negli anni successivi fino ad oggi con l'impegno del Comune di Castiglione di Garfagnana, della Pro Loco, degli Enti locali e delle associazioni del territorio e delle comunità garfagnine, emiliane e lucchesi. A tutti i presenti veniva donato un piccolo cestino pieno di mirtilli che permetteva di portare a casa un po' del sapore della montagna.

Sagra delle Forbici - Foto d'epoca

Sagra delle Forbici - Foto d'epoca

Manifestazioni pascoliane 2018 - Il programma

Le origini della Sagra del Passo delle Forbici però erano ben diverse.

Il professor Umberto Monti, insigne studioso di letteratura italiana, poeta, scrittore e bibliotecario presso l'università di Genova, la Biblioteca Estense di Modena e la Biblioteca Marciana di Venezia, sostenne con diverse iniziative lo sviluppo dell'Appennino Emiliano, tanto da meritarsi l'appellativo di "Pioniere dell'Appennino Reggiano". Tra queste, la costituzione di un Comitato Tosco-Emiliano per la costruzione di una rotabile che doveva transitare per il Passo delle Forbici e che secondo lui sarebbe stata “di grande incremento per la Garfagnana” e avrebbe segnato “una vera rinascita per le popolazioni del Dolo e del Secchiello”. Un cippo di pietra posto all'inizio della strada per il Passo delle Forbici, dopo il Casone di Profecchia, riporta scolpiti gli stemmi delle province confinanti: Lucca, Modena e Reggio Emilia.

Dott. Umberto Monti - Promotore della Sagra delle Forbici

Dott. Umberto Monti - Promotore della Sagra delle Forbici (Cervarolo, 26.01.1882 - Genova, 24.09.1968)

Nel 1922, grazie all'interessamento dell'on. Giuseppe Micheli, Ministro dei Lavori Pubblici, iniziarono a Villa Minozzo i primi lavori per realizzare la strada che doveva collegare i due versanti.
Il 24 agosto 1924 ebbe luogo un convegno Tosco-Emiliano sulle Forbici e da qui ebbe origine la Sagra delle Forbici, in quanto fu stabilito di tenere ogni anno un convegno al Passo.
In occasione del secondo convegno, il 23 agosto 1925, fu approvato un ordine del giorno con cui il Comitato apriva una sottoscrizione per costruire alle Forbici una cappella da inaugurare l'anno successivo.

Per raggiungere il Passo delle Forbici potrà interessarti leggere anche l'articolo

Monte Prado e Passo delle Forbici

 

L'idea di Umberto Monti

Nel 1932, grazie ad una intuizione geniale del prof. Umberto Monti e del prof. Gabriele Briganti, grandi amici di Giovanni Pascoli, la festa della strada del valico fu legata al ricordo del poeta. Iniziò così al Passo delle Forbici un vero culto della memoria del Pascoli, una festa unica in quegli anni, che attirava appassionati e studiosi della Valle del Serchio, della Lucchesia, del Reggiano, del Modenese e di altre parti d'Italia, oltre la gente del luogo e le autorità, diventando col passare del tempo una manifestazione che ebbe risonanza a livello nazionale, grazie anche alla partecipazione assidua di Mariù Pascoli dal 1932 al 1939.
Mariù in quegli anni prese a cuore anche la costruzione della strada del Valico delle Forbici che, come già detto, era stata il motivo originario della festa prima che fosse dedicata al ricordo del Pascoli. Nonostante una sua lettera al Duce, la pratica rimase dimenticata nel cassetto, e ancora oggi la strada del Passo delle Forbici rimane incompleta del versante emiliano.

Giovanni Pascoli

Giovanni e Maria (Mariù) Pascoli

La costruzione della cappella

In contemporanea con l'apertura della strada, curata dal dottor Giuseppe Zuccoli, proprietario della grande Abetina Reale, che dal Casone di Profecchia raggiungeva il valico e scendeva fino all'Abetina Reale, la cappella fu dedicata a Nostra Signora delle Alpi, per ricordare un antico ospizio che nel medioevo sorgeva sul versante Garfagnino un po' sopra il Casone di Profecchia, luogo di devozione, di preghiera e rifugio per i taglialegna che valicavano il passo in inverno nella tormenta. La piccola chiesa era ornata lateralmente da bifore e all'ingresso da due snelle colonne in marmo, sormontate da capitelli.
La nuova cappella, costruita su terreno privato e in territorio emiliano, fu consacrata dal parroco di Civago, delegato dal vescovo di Reggio Emilia. In un articolo pubblicato nel 1933 sul giornale il Tirreno, si affermava che la cappella delle Forbici apparteneva alla parrocchia di Civago.
Inoltre, in occasione dell'ottava Sagra sul Passo delle Forbici, il giornale “La Garfagnana Sentinella Apuana” ringraziò “quei 12 civaghini, emigrati in America” che proprio in quei giorni avevano “inviato al Comitato Lire 704, quale primo contributo per l'acquisto dell'immagine” che doveva “essere collocata e onorata sul Passo delle Forbici”.

Monte Prado e Passo delle Forbici
Monte Prado e Passo delle Forbici
Monte Prado e Passo delle Forbici
Monte Prado e Passo delle Forbici

 

Durante la guerra la cappellina del Passo fu danneggiata dagli eventi bellici e trasformata in ovile; fu ricostruita dopo alcuni anni a cura del dott. Di Cairano, amministratore della A.S.F.D. Alto Serchio (l'Azienda di Stato Foreste Demaniali) e inaugurata il 29 luglio 1962.

L'ADDIO DI UN POETA

Agli amici

"Quando non sarò più, non mi cercate
in quelle poche pagine che scrissi,
dove riconoscente benedissi
le creature buone che ho incontrate.

Cercatemi in Civago e in Cervarolo
lungo la strada che sognai bambino,
sopra le rocce del sonante Dolo.

E là mi troverete, pellegrino
senza bordone, col mio sogno solo:
in quella strada è tutto il mio destino".

Umberto Monti, raccolta "ULTIMO APPRODO" (1957)

Ar Passo delle "FORBICE" di Camillo Lucchesi - 1936

Ar Passo delle "FORBICE" di Camillo Lucchesi - 1936

Sagra delle Forbici - Foto d'epoca

Sagra delle Forbici - Foto d'epoca

Sagra Pascoliana al "Passo delle Forbici" - Cartolina Postale - 1939

 

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