Privacy Policy  Cookie Policy

Tutta la montagna e dintorni

beenhere Borghi e frazioni   cloud_download App & Widget

La bardana

“Arctium Lappa” o nel nostro dialetto “tacadur”

La bardana viene anche chiamata Lappa o lappola. Noi la chiamiamo “tacadur ” per i suoi fiori, capolini tipicamente uncinati, che quando sono secchi, si impigliato nei velli delle pecore, nei peli degli animali e nei vestiti dell’uomo.

Da bambina , infatti, mi divertivo insieme alle mie coetanee, a lanciarli per farli aderire ai vestiti e a volte ci colpivamo anche sulle braccia e gambe nude, e non era piacevole, ma soprattutto nei capelli, che poi, per districarli erano dolori….

Questa proprietà di attaccarsi agevola il trasporto dei semi, anche a notevoli distanze.

È una pianta erbacea biennale o perenne, vigorosa e spontanea, soprattutto in pianura, ma anche in collina e montagna. Cresce lungo le strade, sulle macerie, nei terreni incolti.

La bardana

La bardana

Ha folti crespi e foglie molto ampie, che spuntano rapidamente in primavera ma soprattutto in estate, con steli floreali con capolini uncinati, tendenti al colore rosato.

La bardana è una pianta di notevole interesse per le proprietà terapeutiche ed anche cosmetiche.

Le foglie si raccolgono a primavera, prima della fioritura, seccandole all’ombra e si conservano in vasi di vetro.

Le radici si estirpano nell’autunno del primo anno o alla primavera successiva. Si conservano in sacchi di tela o carta, dopo averle lavate e seccante all’aria.

Si usa come depurativo del sangue, aiuta nelle forme reumatiche, è un tonico per le pelli impure contro l’acne ed è una buona lozione per rinforzare i capelli.

A proposito di capelli

Bollire 50 gr. di radici in 250 gr. di acqua e 250 gr. di aceto per 15 minuti a fuoco lento. Filtrare, spremere e aggiungere 10 gr. di peperoncino ed usare per frizioni alla sera prima di caricarsi.

Foglie di bardana

Foglie di bardana

Un pensiero su “La bardana

  1. Fulvia MassardoFulvia Massardo

    ciao Liliana…finalmente ho scoperto cosa sono quei”pallini attaccaticci” che, a volte, mi ritrovo dappertutto quando giro per i campi!
    molto interessante il tuo articolo per quanto riguarda l’uso che si può fare di questa pianta che non conoscevo, devo essere sincera, io non ho un gran pollice verde però le piante mi piacciono molto, specialmente mi piace osservarle in natura…ho notato che ci sono moltissime orchidee selvatiche che fino a pochi anni fa era difficile vedere, finalmente si è capita l’importanza di preservare le specie rare!
    Proverò certamente la tua ricetta per i capelli, grazie e a presto.