Fuoco fatuo

Gli Strioni del Monte Urano

 

Gli “Strioni del Monte Urano” sono fenomeni luminosi che illuminano, o meglio iluminavano, interi versanti di alcune montagne della Val D’Asta soprattutto nelle notti estive.

 

Chi li ha visti li descrive come improvvisi lampi di un’ampia gamma di colori (rosa, blu o bianchi) che come ampi “mantelli di luce” ricoprivano le rupi dell’Urano (Monte Torricella, parete esposta verso Sud) e dell’Alpe di Vallestrina (parete denominata “Parigella” esposta verso Nord) o la rupe del Monte Penna (esposta verso Nord-Ovest).

 

Solitamente queste luci erano piuttosto estese, illuminando l’intera parete dell’Alpe di Vallestrina o del Monte Penna o percorrendo veloci dal basso verso l’alto l’intera esposizione della parete dell’Urano.

 

Io ricordo personalmente di aver visto gli “Strioni” a più riprese, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza, nel periodo quindi che va dal 1980 al 1988 almeno.

 

Ricordo che la comparsa di queste luci non incuteva timore, ma meraviglia e stupore. Anche se i vecchi ci dicevano che si trattava degli “Strioni” (quindi spiriti  o maghi legati all’arcano e all’aldilà) per me rappresentavano invece una “presenza” buona e familiare, niente di più che la manifestazione di una forza naturale della nostra Val D’Asta. Vedere uno “Strione” mentre tornavo a casa di notte dopo una serata con gli amici o mentre eravamo in compagnia davanti al vecchio bar di Case Balocchi era una specie di “benedizione soprannaturale”.

 

Sul finire degli anni ’80 i fenomeni si erano decisamente diradati e io non posso dire di averli visti dopo il 1990-1992. Mi chiedo se siano gli Strioni ad essersene andati o io ad aver cambiato modo di vedere il mondo?

 

Non ho spiegazioni scientifiche da offrire in proposito, dal momento che né i fuochi fatui né lampi di calore mi sembrano poter spiegare gli “Strioni” in modo convincente, non dubito comunque che di fenomeno naturale si tratti seppure particolare e difficilmente spiegabile.

 

In Toscana, in alcune aree della Garfagnana, sembra ci fossero avvistamenti di Strioni ma che già negli anni ’80 gli Strioni “eran diventati lucciole” (da una intervista a una vecchietta di Giuncugnano), collegando così le luci sui monti alla presenza “magica” delle lucciole nelle notti estive.

 

Curiosità : ho dedicato un brano del mio gruppo Albireon agli Strioni dell’Urano, “La Spusa De Striun”, utilizzando il fenomeno come spunto per una “murder ballad” in cui lo “Strione dell’Urano” rapisce una giovane  ragazza della valle per farne la sua sposa, causando al contempo la pazzia nei suoi congiunti e trasformando il sentiero del fiume in “un posto dove ci si vede e ci si sente”, modo di dire che nel dialetto della val d’asta individua un luogo in cui si percepisce la presenza degli spiriti.

 

Non deve insospettire troppo il fatto che questi luoghi si trovassero spesso in prossimità delle osterie!

 

Per quanto riguarda i luoghi dai quali fotografare il Monte Urano, consiglio di cercare la migliore posizione dai paesi di Case Stantini o Castiglione (la pineta sulla destra della strada, appena entrati in Castiglione dovrebbe offrire dei punti di osservazione perfetti). La roccia può essere osservata da molto vicino appena entrati in Val D’Asta, circa 1 km dopo il ponte sul secchiello (La Gora), quando sulla destra salendo compare a poche centinaia di metri a volo d’uccello l’impressionante stratificazione flyschiode dell’Urano. Alcuni punti lungo la strada permettono la sosta e la fotografia, anche se soprattutto d’estate gli alberi possono essere d’ostacolo.

Prendendo poi il bivio per Case Stantini (sulla destra, 2 km dopo il ponte sul Secchiello), si incontra in una curva un sentiero che attraversando prima un bosco poi una pietraia di sfasciumi porta direttamente sotto la rupe dell’Urano, che può essere esplorata anche scendendo lungo il fiume Secchiello e risalendolo verso il Monte Cusna.

Per una visione più panoramica della valle e dei diversi luoghi in cui gli Strioni comparivano, posso invece consigliare lo spiazzo panoramico che si trova a ovest, poco fuori dell’abitato di Monteorsaro a circa 1300 metri, in direzione di Villa Minozzo, balcone panoramico che abbraccia tutta la valle, oppure la località Pian Del Monte, da Case Balocchi verso Civago (alt. m. 1070) dalla quale si ha un punto di vista privilegiato sulla valle.